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    Ascolto.

    Non è che non abbia voglia di parlare con le persone che mi stanno intorno…

    E’ che semplicemente voglio stare da sola. Parlare con me stessa. Sentire cosa ho da dirmi e cercare di capirlo, perché nessuno può farlo meglio di me.

     

    “Odio l’ipocrisia.

    E le prese in giro, quelle proprio non le posso digerire.

    Odio stare male per gli altri.

    E non sopporto la falsità.”

     

    Questo ed altro oggi mi frulla per la testa, idee malsane che stanno lì, si fanno un giretto ogni tanto mentre io, fissando il soffitto, le ascolto.

     

    Mi ascolto.

    ... ...

    Ci sono giorni in cui capita di chiedersi che senso abbia sforzarsi di fare sempre il meglio, la cosa giusta, vivere nell’ansia di non essere apprezzati, nella paura di non valere niente, nonostante tutto.

    Domandarsi se valga davvero la pena impegnarsi, e soprattutto se quell’impegno, quelle energie siano state sprecate NON per una soddisfazione personale, ma per un’inconsapevole ricerca del giudizio positivo altrui.

     

    Mah.

    SLEEPWALKING PAST HOPE - H.I.M.

     

    I hid the keys to unlock love's heart
    To hold you in my sweetest pain and suffering
    Everything's unfair in our lust and war
    Redemption beyond right and wrong

    In our hearts love keeps sweet-talking to despair
    And goes on sleepwalking past hope
    All is lost in this war
    And all we can do is to wail and weep to the saddest song
    Sleepwalking past hope

    I unlit the light to embrace the dark
    To be near but not to turn into you my darling
    Forever we're lost in our souls' storm
    Reflections of each other's faults

    I gave up long ago
    Painting love with crimson flow
    Ran out of blood and hope
    So I paint you no more

    My hell begins from the 10th and descends to the circle
    Six hundred threescore and six
    And from there I crawl beneath Lucifer's claws just for one last kiss

    ...

    Eppure, a volte, cedere alle lacrime, ad un solo pianto, può più di mille sfoghi.

     

     

     

    Non pensare, quella sì che sarebbe la soluzione.

    La Rana E Lo Scorpione

    Lo Scorpione doveva attraversare il fiume; così non sapendo nuotare, chiese aiuto alla Rana: - "Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda"-

    La Rana rispose: - "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!!!" -

    "Per quale motivo dovrei farlo" - incalzò lo Scorpione - "Se ti pungo tu muori e io annego!"-

    La Rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello Scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
    A metà del tragitto la Rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo Scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la Rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto.
    -"Perché sono uno scorpione…" - rispose lui “…
    è la mia natura”.